Oroscopo

Luigi Pericle 02.02.2021_007

Luigi Pericle 02.02.2021_008

Canone Odissea

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Traduzione testo tratto da Pablo :

Un senso di trionfo pervase il più ostinato dei devoti, poiché era riuscito a supplicare un angelo fino a quando questi si fece convincere a farsi vedere. Il devoto cercava ora di approfittare della vicinanza dell’angelo per imparare il più possibile direttamente dalla figura celeste. Tempestò l’angelo di domande. L’angelo, adesso visibile seppur momentaneamente, era apparentemente divertito dall’innocente aggressività del devoto. Mai prima d’ora il contatto tra esseri di due mondi così distanti era stato così libero e gioviale. Il devoto disse: “Ci viene chiesto di avere una fede ferma senza che ci venga data, nemmeno brevemente, prova alcuna di quanto gli uomini tanto anelano. Da noi, ogni commesso viaggiatore deve portare con sé un campionario per essere convincente; mostrami i vostri campioni, e allora io potrei rivolgermi forse solo alle cose più elevate.” L’angelo replicò con una risata bassa e incredibilmente contagiosa: “Un campionario dell’Altissimo sarebbe così incredibilmente ricco che saresti sopraffatto se potessi prendere visione anche di solo una minima parte.” L’uomo, dando ancora prova della propria testardaggine, non si arrese: “Questi trucchi non sono ragguardevoli, mio caro; tu credi che la reverenza mi renda cieco e indulgente. Ammetto che la vista di una siffatta prova potrebbe schiacciarmi, perché non dispongo delle capacità per far fronte a simili rivelazioni. Sarebbe come far scorrere energia ad altissima tensione attraverso una debole lampadina, che finirebbe quindi con l’implodere. E tu, nel momento in cui la debole lampadina venisse distrutta, ti limiteresti a scrollare le spalle. Ma non mi faccio sopraffare da questo tipo di trucchi. Esigo, anche solo per il tempo in cui mi sarà mostrata la prova, di venir dotato della piena capacità di un essere spiritualmente completo; solo allora guarderei la prova. E siccome non avrei il diritto di mantenere una tale altezza di spirito, mi dichiaro fin da adesso pronto a ritornare alla mia bassezza attuale di semplice essere umano. Solo allora forse potrei credere e attendere con fiducia.” L’angelo divenne improvvisamente serio e cambiò visibilmente. Qualcosa di potente, di imponente ora proveniva dall’essere celeste; anche le sue dimensioni apparivano ingigantite. Il devoto ne rimase più colpito di quanto avesse voluto, ma non perse il coraggio. Chiamò l’angelo: “Come puoi cambiare così tanto in pochi istanti – questo è un altro di quei vecchi e superflui trucchi celesti per infondere rispetto in noi poveri umani.” L’angelo rispose affettuosamente: “Non siamo vincolati dal tempo, né dalla forma. Prendiamo la forma che un determinato compito richiede. Mi hai potuto vedere grazie al tuo immaginario di forme. Ora sono costretto a lasciare questa immagine dell’angelo di pan di zenzero per esaudire il tuo desiderio. Non lamentarti ora quando gli eventi minacceranno di sopraffarti. Non ti deluderò e ti darò esattamente la consapevolezza necessaria per il livello raggiunto.” Il devoto si spaventò, perché l’angelo aveva assunto proporzioni immani. Una corona tonante e fiammeggiante lo circondava: la sua voce echeggiava da spazi infiniti: “…non avere paura!” Ora, mentre il fisico rimaneva invariato, la coscienza del devoto sfacciato si espandeva con forza; si diffondeva in tutte le direzioni a velocità frenetica. Una luce azzurra avvolgeva l’uomo stupefatto, un sentimento sovrumano di felicità, di amore universale scorreva nella sua anima: non vedeva più con l’organo della vista, ma direttamente con la mente, che si espandeva contemporaneamente in tutte le direzioni; ben oltre il limitato campo visivo dell’astronomia. Non si trattava di un’inebriante ed egoistica inflazione della superficie dell’essere, come viene resa possibile con l’assunzione di alcune sostanze provenienti dai regni delle tenebre, ma piuttosto di un’espansione del nucleo verso il lato della luce – un’esalazione in completa devozione. Gli si apriva innanzi la vista strabiliante di miliardi di mondi, in costante formazione, di una bellezza simile a un gioiello – fluttuante in un etere d’argento, vibrante di beatitudine. Lo spettatore afferrava ogni singola porzione di questo immenso insieme, non secondo il laborioso modus operandi della mente umana che tende ad incorniciare ogni singolo evento, ma simultaneamente: sapeva di essere in ogni luogo e ogni luogo era in lui. Il tutto gli si manifestava e prendeva forma nel medesimo istante, vibrante di un immenso dinamismo creativo e in totale calma e beatitudine. Anche la sua precedente, povera e oscura concezione di Dio era spazzata via, perché ora egli poteva percepire pienamente come l’Onnipotente penetrava nell’universo e in ogni atomo del creato con il suo eterno amore: così tangibile, così vicino, quanto tu stesso sei aperto ad esso. Ora gli era chiaro perché non aveva mai avuto prima questa straordinaria visione: doveva ancora attraversare innumerevoli processi di crescita fino a quando non fosse maturo per questo splendore. Innanzitutto, il tempio doveva essere costruito interiormente per dare all’illustre ospite un’accoglienza adeguata. Ora si vedeva nella giusta, nella vera dimensione. Si vergognava, chiese alla forma fiammeggiante dell’angelo, che si era diffusa nello spazio cosmico, di farlo tornare alla sua dimensione umana, e disse con tono sommesso: “Non mi hai incolpato per il mio divertimento – ora ho imparato che devo aspettare pazientemente – anche per millenni.” In quel momento iniziò per l’uomo una dolorosa regressione. La sensazione che percepiva era una sorta di caduta nell’abisso verso la materia più grossolana, verso un’insopportabile ristrettezza e una prigionia soffocante: era tornato ad abitare il suo corpo. Mentre la sua voce si attenuava e la sua figura lentamente svaniva, l’angelo disse: “Il tuo coraggio mi ha colpito, e allo stesso tempo mi hai divertito, ma sappi che quello che sentivi troppo potente era solo una goccia dal grande oceano.”

LIBRO GIALLO LUIGI PERICLE

All’inizio del libro giallo si trova un testo proveniente da questo Ashram in Svizzera attivo ancora oggi (8/1/2021)

Lo Yoga di Aurobindo

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