La Ferrari 275 di Luigi Pericle era di Mike Parkes. Mike partecipa alla leggendaria 24heures du Mans del 1966, oggi al cinema nel film “la Grande sfida” con Matt Damon e Christina Bale

 

Piccole gioie della vita :

Ieri con Greta andiamo a vedere “La Grande Sfida” e durante le scene di corsa sento il nome di Mike Parkes negli altoparlanti del circuito … allora incuriosito vado a controllare e verifico che Mike Parkes da cui Luigi Pericle compra la Ferrari partecipa alla 24heures du Mans, proprio quella del film “la Grande sfida” sugli schermi in questi giorni. Nella foto quì sotto lo si vede davanti a 2 delle 3 Ford GT40, sulla Ferrari n. 20.

La trama del film non rispetta completamente la realtà storica della gara … ora mi leggo tutto …

Mike_Parkes.jpeg

Mike Parkes : Year: 1966

Date Race No. Car Drivers Entrant Result
26.3.1966 12 h Sebring 27 Ferrari 330 P3 Parkes / Bondurant SpA Ferrari SEFAC DNF
11.4.1966 Lavant Cup Goodwood 141 Ferrari Dino 206 S Mike Parkes Maranello Concessionaires Ltd. DNA
25.4.1966 1000 km Monza 14 Ferrari 330 P3 Surtees / Parkes SpA Ferrari SEFAC 1st
30.4.1966 Tourist Trophy 42 Ferrari Dino 206 S Mike Parkes Maranello Concessionaires Ltd. DNF
8.5.1966 Targa Florio 204 Ferrari Dino 206 S Scarfiotti / Parkes Ferrari SEFAC DNF
14.5.1966 Silverstone International 10 Ferrari 250 LM Mike Parkes David Piper (Auto Racing) 10th
22.5.1966 1000 km Spa 1 Ferrari 330 P3 Parkes / Scarfiotti SpA Ferrari SEFAC 1st
22.5.1966 1000 km Spa 7 Ferrari 330 P3 Parkes / Scarfiotti SpA Ferrari SEFAC DNA
5.6.1966 1000 km Nürburgring 1 Ferrari 330 P3 Surtees / Parkes Ferrari s.p.a. DNF
5.6.1966 1000 km Nürburgring 2 Ferrari 330 P3 Surtees / Parkes / Bandini Ferrari S.p.a. T-car
19.6.1966 24 h Le Mans 20 Ferrari 330 P3 Parkes / Scarfiotti SpA Ferrari SEFAC DNF
16.7.1966 GP Brands Hatch 32 Ferrari Dino 206 S Mike Parkes Maranello Concessionaires 6th
29.8.1966 Guards Trophy Brands Hatch 33 Ferrari Dino 206 S Mike Parkes Maranello Concessionaires DNS
11.9.1966 500 km Zeltweg 6 Ferrari 250 LM Mike Parkes George Drummond 8th
16.10.1966 1000 km Paris 26 Ferrari 250 LM Piper / Parkes David Piper 1st

 

Mike Parkes, Ferrari 330P3, 24 Hours of Le Mans, Le Mans, 19 June 1966. Mike Parkes driving the beautiful Ferrari 330P3 in the 1966 24 Hours of Le Mans. (Photo by Bernard Cahier/Getty Images)

La prima Ferrari di Giovannetti era stata di Roberto Rossellini e la seconda proprio di Mike Parkes  :

In realtà mi sembra di capire che il film non sia fedele alla realtà perché da questo articolo le cose sono andate diversamente e lo strapotere Ford ha relegato da subito le Rosse dietro. Seconda per un certo tempo però sembra essere stata quella di Parkes (n.20), non arrivata in fondo alla corsa).

Come sono andate le cose veramente :

La 24 Ore di Le Mans 1966

Ford si presenta al via della 24 Ore di Le Mans 1966 con otto esemplari di GT40 Mk II – tutti colorati con tinte presenti nella gamma Mustang – dotati di un motore 7.0 V8 da 482 CV.

Tre vetture sono gestite dal team Shelby (una guidata da un equipaggio neozelandese composto da Bruce McLaren e Amon, una con Miles e un altro neozelandese – Denny Hulme (inserito al posto di Ruby, coinvolto in un incidente aereo poche settimane prima) – e una tutta statunitense con Dan Gurney e Jerry Grant), tre dalla scuderia Holman & Moody (una “all-american” con Ronnie Bucknum e Dick Hutcherson, una con l’americano Mario Andretti e il belga Lucien Bianchi e una con lo statunitense Mark Donohue e l’australiano Paul Hawkins) e altre due del team inglese Alan Mann: una guidata dal britannico Graham Hill e dall’australiano Brian Muir (chiamato al posto dell’americano Dick Thompson, squalificato per aver abbandonato la scena di un grave incidente durante le qualifiche) e l’altra dall’inglese John Whitmore e dall’australiano Frank Gardner.

La Ferrari, imbattuta alla 24 Ore di Le Mans dal 1960, risponde con la 330 P3 – dotata di un motore 4.0 V12 a iniezione da 426 CV – ma la situazione a Maranello non è delle migliori: John Surtees, accusato ingiustamente dal direttore sportivo Eugenio Dragoni di spionaggio industriale, dichiara pubblicamente che il responsabile delle corse del Cavallino farebbe di tutto per veder vincere in F1 un pilota italiano. Enzo Ferrari non può fare altro che cacciare il pilota inglese e mettere al suo posto Ludovico Scarfiotti.

Tre gli esemplari schierati: due gestiti dalla Ferrari (uno con Lorenzo Bandini e il francese Jean Guichet, l’altro con Scarfiotti e il britannico Mike Parkes) e una Spyder del team americano NART guidata dallo statunitense Richie Ginther e dal messicano Pedro Rodríguez.

Nelle qualifiche la Ford domina piazzando quattro GT40 nelle prime quattro posizioni: pole position per Gurney/Grant davanti a Miles/Hulme, Whitmore/Gardner e McLaren/Amon.

Henry Ford II dà il via alla gara che inizia subito in salita per Miles, costretto ad andare ai box al primo giro per chiudere la portiera dopo un contatto con Whitmore. Dopo la prima ora tre GT40 (Gurney, Hill e Bucknum) sono al comando mentre dopo quattro ore di corsa la vettura di Miles/Hulme prende la testa davanti a quella di Gurney e alla Ferrari di Rodríguez.

Alla sesta ora inizia a piovere e la Ferrari di Ginther conquista la vetta davanti alle Ford di Miles e Gurney ma durante la notte le P3 cominciano ad avere problemi di surriscaldamento e quella di Scarfiotti/Parkes abbandona la corsa in seguito a un incidente, seguita all’11° ora dalla Spyder.

A metà gara le Ford GT40 stanno dominando la 24 Ore di Le Mans 1966 con quattro Mk II nelle prime quattro posizioni e con altri tre esemplari in quinta, sesta e ottava piazza. Dal muretto chiedono di andare più piano per preservare i motori ma Miles e Gurney continuano a tirare come degli ossessi.

Alla 17° ora si ritira l’ultima Ferrari 330 P3 (quella di Bandini/Guichet) mentre 60 minuti dopo la Ford di Gurney/Grant abbandona per un problema al radiatore mentre si trova al primo posto in classifica.

In casa Ford si comincia a parlare di ordini di scuderia e viene deciso di assegnare la vittoria alla vettura che si trova al comando all’ultimo pit-stop. L’auto di Miles/Hulme è la prescelta ma McLaren e Henry Ford II propongono di fare un arrivo in parata con le tre GT40 in modo da scattare una foto che simboleggi la superiorità dell’Ovale Blu in terra di Francia.

All’ultima curva passa per primo Miles e si fa raggiungere da McLaren, seguito dalla terza Ford GT40 staccata però di 12 giri. Ken Miles arriva primo per pochi centimetri ma la vittoria viene assegnata a Bruce McLaren e a Chris Amon in quanto – partiti quarti anziché secondi – hanno percorso più strada nell’arco di 24 ore.

Ken Miles – deluso dall’esito finale della corsa, anche per via di tutto il lavoro svolto in fase di sviluppo – continua a lavorare per la Ford e scompare due mesi più tardi – il 17 agosto 1966 sul circuito di Riverside, in California – mentre sta testando l’erede della GT40 Mk II. La Casa dell’Ovale Blu conquisterà la 24 Ore di Le Mans anche nei successivi tre anni chiudendo con quattro trionfi consecutivi, la Ferrari – dopo la cocente sconfitta del 1966 – non vincerà mai più la gara di durata più famosa del mondo.

 

https://lemans.slot-racing.fr/le-mans-1967/ferrari-330-P4-21-scalextric.html

https://lemans.slot-racing.fr/le-mans-1966/ferrari-330-21-racer.html

https://wheels.iconmagazine.it/auto-classiche/amarsport/le-mans-66-storia-vera-ford-ferrari

 

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