Luigi Pericle nel ’63 ad Ascona, da Trudy Neuburg-Coray. Origine della collezione Werefkin

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Trudy Coray-Neuburg, era la “Gallerista degli Espressionisti” ad Ascona, in un’epoca in cui Nolde era ancora accessibile (anche se non per me) e Werefkin non molto conosciuta. Trudy Neuburg-Coray, fondatrice e proprietaria della Galleria Castelnuovo, ospitò Macke, Emil Nolde, Jawlensky, Kandinsky e Werena von Werefkin. A quel tempo Trudy Neuburg aveva probabilmente la più grande collezione privata di opere di Werefkin e oggi è questa l’origine del Museo di Ascona dedicato alla russa Marianne von Werefkin “The Marianne von Werefkin Fondation”.

Ad Ascona Luigi Pericle espone il 14/4/63 alla Galleria Castelnuovo gestita dalla mitica Trudy Neuburg-Coray figlia di Han Coray proprietario della Galleria DADA dove a Zurigo si sono trasferiti i DADA dopo il Cabaret Voltaire.

La galleria di Ascona aveva esposto nomi come Alberto Giacometti, Marianne von Werefkin, Marc Chagall, Pablo Picasso, Klee, Kandinsky, Arp und Sophie Taeuber, Jawlensky, Lehmbruck, Kokoschka, Marcel Janco, Huelsenbeck, Leonhard Frank, Else Lasker-Schüler, Frank Wedekind,

Mentre il movimento Dada sta iniziando, nel 1917,  dal Cabaret Voltaire gli artisti sono costretti a trasferirsi in altri posti a Zurigo, come la Galerie Dada a Bahnhofstrasse 19, e in seguito a Parigi e Berlino. Le attività al cabaret generano il movimento culturale Dada che ha una forte influenza sul surrealismo.

http://dadasurr.blogspot.com/2010/01/galerie-dada-zurich-janvier-mai-1917.html

http://traube.blog.lemonde.fr/2010/06/04/the-heritage-of-trudy-coray-neuburg-marianne-von-werefkin-a-russian-painter-in-ascona-after-wwi-a-retrospective-in-ascona-and-moscow/

https://www.zeit.de/1985/17/zu-laut-fuer-philosophen

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Le origini del fenomeno artistico ad Ascona sono da ricercarsi anche nella teosofia.

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o TEOSOFIA E ARTE 

Cabaret Voltaire

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Una targa con dedica al dadaismo presso il Cabaret Voltaire

Il cabaret Voltaire è un locale d’intrattenimento con intenzioni artistiche e politiche sperimentali, fondato a Zurigo il 5 febbraio 1916 dal regista teatrale Hugo Ball e da Emmy Hennings. È considerato universalmente la culla del dadaismo, movimento di rottura e rinnovamento delle logiche artistiche tradizionali, fra i cui membri

figurarono Marcel JancoRichard HuelsenbeckTristan Tzara e Hans Arp.

Indice

Storia

Durante la prima guerra mondiale la Svizzera è un paese neutrale; tra molti rifugiati che arrivano a Zurigo sono presenti molti artisti provenienti da tutta Europa. Ball e Hennings si accordano con il proprietario del Meitrei Bar al numero 1 di Spiegelgasse, chiedendo di poter usare la sala sul retro per degli eventi. Dal comunicato stampa che accompagna l’apertura del locale si legge:

«Cabaret Voltaire. Sotto questo nome un gruppo di giovani artisti e scrittori si è formato con lo scopo di creare un centro per l’intrattenimento artistico. L’idea del cabaret sarà che gli artisti ospiti verranno e offriranno esibizioni musicali e letture agli incontri quotidiani. I giovani artisti di Zurigo, qualunque sia il loro orientamento, sono invitati a partecipare mediante suggerimenti e contributi di ogni tipo.»
(Zurigo, 2 febbraio, 1916)

Il Cabaret è caratterizzato dalla danza, dalla musica e dalle letture. Al Cabaret si tenevano mostre d’arte russa e francese, danze, letture poetiche, esecuzioni di musiche africane. Spettacoli provocatori e dissacranti che si trasformavano in autentici “eventi” culturali. Specchiando la situazione generata dalla prima guerra mondiale l’arte esibita è caotica e brutale. In almeno un’occasione il pubblico attacca il palco del Cabaret Voltaire.

Il 28 luglio 1916 Ball rende pubblico il Manifesto Dada. A giugno, pubblica un periodico con lo stesso nome; contiene lavori di artisti come Guillaume Apollinaire e la copertina è disegnata da Jean Arp. Anche se è il luogo di nascita del movimento dadaista, il cabaret ha a che fare con ogni settore dell’avanguardia, incluso il futuristaMarinetti. Vengono presentati artisti radicalmente sperimentali, molti dei quali finiscono col cambiare l’espressione delle loro discipline artistiche; gli artisti in questione includono KandinskyPaul Kleede Chirico ed Ernst.

Mentre il movimento Dada sta iniziando, nel 1917, l’eccitazione generata dal Cabaret Voltaire si spegne e gli artisti sono costretti a trasferirsi in altri posti a Zurigo, come la Galerie Dada a Bahnhofstrasse 19, e in seguito a Parigi e Berlino. Le attività al cabaret generano il movimento culturale Dada che ha una forte influenza sul surrealismo.

David WoodardMa Anand SheelaChristian Kracht lettura a Cabaret Voltaire nel 2008

Eventi recenti

In anni recenti l’edificio che ha ospitato il Cabaret Voltaire cade in rovina e durante l’inverno 20012002 un gruppo di artisti autonominatisi Neo-Dadaisti, organizzati da Mark Divo, occupa illegalmente il palazzo per protestare contro la demolizione. Dichiarano che è il segnale per una nuova generazione di schierarsi per una rinascita di Dada.

Per oltre tre mesi si tengono un grande numero di esibizioni, feste, letture di poesie e visioni di film. Il palazzo viene, inoltre, decorato e restaurato sia all’interno che all’esterno. Migliaia di persone a Zurigo prendono parte all’esperimento. Il 2 marzo 2002 la polizia fa uscire gli occupanti.

Da quel momento l’edificio ha ripreso in parte la sua funzione originaria; ha aperto di nuovo come cabaret, negozio e vanta un programma piuttosto importante in fatto di mostre ed eventi.

Curiosità

Jean Arp descrive una notte al cabaretPandemonio totale. La gente intorno a noi urla, ride e gesticola. Le nostre risposte sono sospiri d’amore, raffiche di singhiozzi, poemi, versi…

  • Il nome è preso in prestito e utilizzato dalla bandindustriale Cabaret Voltaire.
  • Cabaret Voltairesi intitola anche un libro scritto dal giornalista siciliano Pietrangelo Buttafuoco.
  • Il Cabaret Voltaire è esplicitamente citato nella canzone Comunque Dadadi Caparezza, appartenente all’album Museica, in cui l’autore pugliese fa chiaro riferimento al Dadaismo ed ai suoi capisaldi.

La targa affissa dopo l’occupazione del locale nel 2001-2002: “in questo edificio, dal 5 febbraio al 2 aprile 2002 furono fatti rivivere nuovamente il Cabaret Voltaire ed il Dadaismo, r.i.p.”

BibliografiaLuisa Valeriani, Dada Zurigo Ball e il Cabaret Voltaire, Torino, Martano Editore, 1970.

  • Georges Hugnet, L’avventura Dada, Milano, A. Mondadori, 1972.
  • Voci correlate

Dadaismo


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