Luigi Pericle Giovannetti – Il ritrovamento, (Corriere della Sera, L’economia)

Lunedì 17/12/2018

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Si ringrazia "L'Economia , del Corriere della Sera"

… e in particolar modo Paolo Manazza

Paolo Manazza, uno dei più autorevoli esperti in Italia in tema di mercato dell’arte. Giornalista, critico d’arte, pittore, docente e direttore editoriale, ha scritto e contribuito alla scrittura di diversi cataloghi, saggi e volumi inerenti l’arte. Scrive in esclusiva per il «Corriere della Sera», occupandosi della rubrica sull’economia dell’arte nell’inserto del lunedì «L’Economia».

Il ritrovamento

In una casa svizzera il tesoro di Luigi Pericle Giovannetti

Copia di 6_Luigi Pericle, Matri Dei d.d.d., China su carta di seta polverizzata, 1963, 42 x 60 cm

Sembra il classico «baule» ritrovato a in cantina. Al posto dei dobloni d’oro ci sono centinaia di opere d’un artista, famoso nella seconda metà del Novecento e poi quasi scomparso nel nulla. I coniugi Biasca-Caroni dopo aver acquistato un immobile vicino al loro Hotel ad Ascona (in Svizzera) hanno scoperto una raccolta di opere e documenti straordinari che riguardano Luigi Pericle Giovannetti. Uno strano e inquieto artista, nato nel 1916 in provincia di Fermo nelle Marche e trasferitosi poi con la fa-miglia a Basilea. Negli anni Cinquanta Pericle si dedica all’illustrazione collaborando a riviste satiriche come la svizzera Nebelspalter e l’inglese Punch per la quale inventa nel 1952 la «Marmotta Max» che diviene subito famosa. Ma il suo vero amore resta la pittura. Nel 1959 il grande collezionista svizzero Staechelin si innamora del suo lavoro, acquista centinaia di suoi dipinti e gli regala una casa ad Ascona, alle pendici del celebre Monte Verità, per permettergli di dipingere serenamente. Con il nome di Luigi Pericle dal 1962 al 1965 partecipa a grandi mostre, principalmente in Inghilterra, esponendo a fianco di artisti del calibro di Picasso, Tàpies, Appel, Stella, Corneille, Saura e Dubuffet. Delle sue opere si innamora anche Herbert Read, già curatore del Victoria and Albert Museum di Londra nonché consigliere per-sonale di Peggy Guggheneim. L’incontro con Read potrebbe cambiargli la vita e lanciarlo nell’iperuranio dell’arte con-temporanea. Ma, misteriosamente, Pericle dal 1965 decide di ritirarsi dalle scene, rifiuta qualsiasi invito e si chiude con la moglie Orsolina nella sua casa di Ascona dedicandosi alla pittura, alla meditazione e allo studio delle antiche civiltà greche, egizie e cinesi. Muore nel 2001 senza eredi e la sua casa di Ascona resta chiusa e disabitata per quindici anni. Sinché i coniugi Biasca-Caroni non la acquistano, scoprendo armadi pieni di oli, disegni e manoscritti. Dopo lo stupore iniziale, hanno avviato il progetto dell’Archivio Luigi Pericle (www.luigipericle.com). E stanno impegnandosi in un recupero critico, filologico e di promozione di questo bravo artista. Ovviamente con un occhio anche alla valorizzazione delle sue opere. Se le quotazioni di Pericle tornassero quelle degli anni Sessanta le sue chine varrebbero oggi circa io mila euro e i suoi oli tra 5o e 6o mila. Considerando la mole di opere ritrovate in cantina, un vero e proprio tesoro.

P. Man. 

RIPRODUZIONE RISERVATA : Si ringrazia il Corriere della Sera, Inserto Economia

English translation :

The Finding
In a Swiss house the treasure of Luigi Pericle Giovannetti

Looks like the classic “trunk” found in the basement. Instead of the golden doubloons there are hundreds of works by an artist, famous in the second half of the twentieth century and then almost disappeared into thin air. The Biasca-Caroni couple, after buying a property near their Hotel in Ascona (Switzerland), discovered a collection of extraordinary works and documents concerning Luigi Pericle Giovannetti. A strange and restless artist, he was born in 1916 in the province of Fermo in the Marche region and then moved with his mileage to Basel. In the 1950s Pericle devoted himself to illustration, collaborating with satirical magazines such as the Swiss Nebelspalter and the English Punch, for which he invented the “Marmotta Max” in 1952, which immediately became famous. But his true love remains painting. In 1959 the great Swiss collector Staechelin fell in love with his work, bought hundreds of his paintings and gave him a house in Ascona, on the slopes of the famous Monte Verità, to allow him to paint peacefully. Under the name Luigi Pericle from 1962 to 1965 he participated in major exhibitions, mainly in England, exhibiting alongside artists such as Picasso, Tàpies, Appel, Stella, Corneille, Saura and Dubuffet. Herbert Read, former curator of the Victoria and Albert Museum in London and assistant councillor to Peggy Guggheneim, also fell in love with his works. His encounter with Read could change his life and launch him into the hyperuranium of contemporary art. But, mysteriously, in 1965 Pericles decided to retire from the scene, refused any invitation and ended up with his wife Ursuline in his home in Ascona, devoting himself to painting, meditation and the study of ancient Greek, Egyptian and Chinese civilizations. He died in 2001 without heirs and his house in Ascona remained closed and uninhabited for fifteen years. Until the Biasca-Caroni couple bought it, discovering cabinets full of oils, drawings and manuscripts. After the initial amazement, they started the project of the Luigi Pericle Archive (www.luigipericle.com). And they are engaged in a critical, philological and promotional recovery of this good artist. Obviously with an eye also to the enhancement of his works. If Pericles’ prices were to return to those of the 1960s, his chinas would today be worth about me a thousand euros and his oils between 5 and 6 thousand. Considering the amount of works found in the cellar, a real treasure. P. Man. Cr”)

Translated with http://www.DeepL.com/Translator

Archivi Luigi Pericle 

Si ringazia particolarmente per il suo sostegno Paolo Manazza

 

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