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L’ARCHIVIO LUIGI PERICLE PRESENTA

Luigi Pericle (1916-2001)_Beyond the visible

VENEZIA – FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA

Apertura al pubblico: 11 maggio-24 novembre 2019

Press prewiew : 8-10 maggio – Vernice: 10 maggio ore 18.00

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L’Archivio Luigi Pericle è lieto di presentare la prima antologica in Italia del pittore italo-svizzero Luigi Pericle (Basilea 1916-Ascona 2001).

Luigi Pericle (1916-2001)_Beyond the visible (11 maggio-24 novembre 2019) si terrà a Venezia presso l’Area Scarpa della Fondazione Querini Stampalia.

Curata da Chiara Gatti, esperta delle avanguardie del ‘900, in collaborazione con Marco Pasi, Università di Amsterdam (UvA) e Associazione Europea per lo Studio delle Religioni (EASR), Michele Tavola, Gallerie dell’Accademia di Venezia e Luca Bochicchio, Casa Museo Jorn di Albisola, AdAC Università di Genova, è coordinata dall’Archivio Luigi Pericle, Associazione senza scopo di lucro, di Ascona, Svizzera.

La mostra di 50 opere e numerosi documenti selezionati si svolge all’interno di un percorso di valorizzazione dell’artista in ambito internazionale e mira a presentare al pubblico l’opera inedita di un maestro della pittura del Novecento riemerso dopo decenni di dimenticanza e restituito alla storia dell’arte come un protagonista acuto ma solitario della ricerca estetica dal secondo dopoguerra in avanti.

Uomo poliedrico e dai mille interessi, Pericle sfugge alle classificazioni e si rivela artista professionista tanto quanto fumettista di talento: nel 1951, infatti, crea Max, la marmotta protagonista dell’omonimo fumetto senza testo, destinata a divenire volto noto non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Giappone. Con il suo lavoro di illustratore, Pericle acquista fama internazionale e i suoi lavori vengono pubblicati dall’editore Macmillan di New York e su quotidiani e periodici come il “Washington Post”, “Herald Tribune” o la rivista “Punch”.

Pittore, illustratore, letterato e intellettuale a tutto tondo, Luigi Pericle subì l’influenza della teosofia e delle dottrine esoteriche, partecipando profondamente al dibattito artistico e culturale che da queste tendenze fu determinato nel corso del secolo. Il celebre museologo Hans Hess, curatore della York Art Gallery, che organizzò, nel 1965, una sua mostra itinerante in diversi musei anglosassoni (55 quadri itineranti in 6 città inglesi), scrisse di lui: « Pericle si occupa di uno stato delle cose oltre il visibile!». Fu una stagione di successi internazionali, segnati da rapporti con uomini di cultura, collezionisti del calibro di Peter G. Staechelin e l’attrice Brigitte Helm (icona in Metropolis di Fritz Lang) e la galleria di punta, la londinese Arthur Tooth & Sons Gallery, che curò due sue personali e delle collettive con Pablo Picasso, Karel Appel, Antoni Tàpies, Jean Dubuffet, Asgern Jorn e Frank Stella.

Nel gennaio del 1965, Herbert Read, critico d’arte, cofondatore dell’Institute of Contemporary Art di Londra e consulente artistico di Peggy Guggenheim, fa visita all’atelier di Pericle ad Ascona rimanendo colpito dal suo lavoro. Secondo Read, Pericle tende alla “ricerca della Bellezza Assoluta” attraverso l’espressione astratta, la forma pura e metafisica, capace di restituire e comunicare grazie all’armonia di linee e colore, “l’essenza profonda” delle cose e la loro condizione spirituale. Read curerà una personale di Pericle nel 1965 a Londra scrivendone la prefazione al catalogo.

Al termine del 1965, improvvisamente, Pericle decise fermamente di rinunciare alla carriera per dedicarsi unicamente alla sua arte pittorica ed agli studi esoterici ritirandosi a vita privata. Tutta la vicenda, dopo la sua morte, è rimasta sepolta per 15 anni in una casa disabitata, inghiottita dai rovi.

Casa San Tomaso ha rivelato un immenso patrimonio sepolto di opere, fra dipinti e chine, oltre a centinaia di documenti inediti, fra saggi, testi, lettere, bozzetti, quadri astrali, oroscopi e istruzioni per la lettura, scritti di ufologia, quaderni densi di citazioni e ideogrammi giapponesi, simboli arcani e ricette omeopatiche. Una summa del pensiero universale catalogata, a suo tempo, da Pericle con rigore monastico e rimasta cristallizzata intatta fino ad oggi.

Un capitolo di storia dell’arte restituito ora all’attenzione della critica e del pubblico. Riemersa dall’oblio, la vicenda di Luigi Pericle è al centro di un recupero critico e filologico. L’ampio progetto di studio, restauro, conservazione e valorizzazione del suo patrimonio artistico e documentario è tutelato da un Archivio che si occupa di coordinare un gruppo di curatori, specialisti dei vari settori di studio affrontati da Pericle.

Il percorso cronologico della mostra veneziana mira a ricostruire, attraverso una cinquantina di opere significative ed a una selezione di documenti che testimonino i suoi versatili interessi, i diversi momenti della ricerca estetica di Luigi Pericle. L’allestimento, che occupa uno spazio di 257 mq. prevede un percorso cronologico lungo il perimetro di tutta l’Area Scarpa, ospitato a piano terra della Fondazione Querini Stampalia. L’antologica affonda nelle pieghe dell’indagine espressiva di Luigi Pericle, nella sua riflessione sul linguaggio del segno e della pittura. Il côté intellettuale, gli studi eclettici, la vocazione mistica, rappresentano fonti di ispirazione straordinarie per un immaginario che si nutre di numerosi riferimenti culturali. I nuovi studi in corso sull’opera di Pericle mirano a dimostrare quanto la pittura e il disegno erano per lui l’esito, la manifestazione in forme visibili di mondi interiori.

«Per la spiritualità nell’arte non c’è tempo. Essa sfugge alle umane caducità, non è mai vecchia e non è mai nuova: È, perché è essenziale; o meglio, è il modo essenziale per esprimere la Verità. L’essenziale è ciò che non viene dall’artista, ma attraverso l’artista».

Luigi Pericle

Sede dell’esposizione:

Fondazione Querini Stampalia Onlus
Santa Maria Formosa – Castello 5252, 30122 Venezia – www.querinistampalia.org

Mostra curata da:

Chiara Gatti, storica e critica dell’arte, specialista di arte moderna e contemporanea. Da diciotto anni è editorialista e critico per le pagine del quotidiano italiano «La Repubblica».

In collaborazione con:

Marco Pasi, Università di Amsterdam (UvA) e Associazione Europea per lo Studio delle Religioni (EASR)

Michele Tavola, Gallerie dell’Accademia di Venezia

Luca Bochicchio, Casa Museo Jorn di Albisola, AdAC Università di Genova

Coordinamento:

Archivio Luigi Pericle, Ascona, Svizzera

La mostra gode del Patrocinio di:

Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino

Repubblica e Cantone Ticino Divisione della Cultura e degli Studi Universitari del DECS

Consolato Generale di Svizzera – Milano – Italia

Ticino Turismo

Fondazione Monte Verità – Ascona – Svizzera

Fondazione Eranos – Ascona

Comune di Monterubbiano – Monterubbiano (FM) – Italia

Links:

Per visitare il sito web di Luigi Pericle clicca qui: LUIGI PERICLE

Per visualizzare il Dossier Luigi Pericle clicca sulla copertina qui sotto :

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Per maggiori informazioni ed immagini per la stampa:

Archivio Luigi Pericle – associazione non-profit

Tel +41 (0)79 621 23 43 – +41 (0)79 245 09 65

c/o Hotel Ascona – Via Signore in Croce, 1 – CH – 6612 Ascona

www.luigipericle.com

info@luigipericle.com

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